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titolo Giuseppe Mazzini
          patriota risorgimentale italiano


Nasce a Genova il 22/6/1805, terzogenito figlio del Dott. Giacomo e di Maria Drago.

A soli sette anni, dal cugino materno Colonnello d'Artiglieria Giuseppe Patrono, viene così profeticamente "dipinto" in una lettera: "Questo caro fanciullo è una stella di prima grandezza che sorge brillante di vera luce per essere ammirata un giorno dalla colta Europa" (28/8/1812).

Nel 1820, quindicenne, viene ammesso all'università di medicina. Cambia successivamente l'indirizzo degli studi in legge e consegue la laurea il 6/4/1827.

Risale al 1826 il primo saggio "Dell'amor patrio di Dante". Due anni dopo inizia la collaborazione con il giornale "l'Indicatore Genovese".

Dopo l'adesione alla Carboneria, attivamente cerca nuovi aderenti. Il 13/11/1830 viene arrestato per la sua attività e tradotto in carcere a Savona. Il 28/1/1831 viene condannato all'esilio ed il 10/2 parte per Ginevra. Dopo varie tappe quali Lione e la Corsica, giunge a Marsiglia dove fonda la "Giovine Italia". Famosa è la lettera al Sovrano Carlo Alberto per indurlo alla scelta tra la grande causa italiana e la piccola causa della tirannide. "Una, Indipendente, Libera, Repubblicana" così si prefigge di costruire l'Italia. Nel 1832 inizia la pubblicazione della Rivista "La Giovine Italia".

Già nel 1833 si registrano le prime condanne a morte e le prime esecuzioni degli aderenti all'Associazione. Lo stesso Mazzini viene condannato a morte in contumacia il 26/10.

Il 2/2/1834 fallisce un tentativo di invadere la Savoia.

Costretto a rifugiarsi in Svizzera, espande la sua attività creando la "Giovine Europa" volta ad organizzare una rete continentale di "associazioni" analoghe all'originale italiana.

Le iniziative mazziniane, rivolte anche verso la stessa Svizzera, ne causano una prima espulsione nel 1835 ed una successiva espulsione perpetua nel 1836. Riparato a Parigi viene nuovamente arrestato e costretto a partire per la Gran Bretagna.

Giunto a Londra privo di mezzi economici collabora con alcuni giornali inglesi.

Il 30/4/1840 riorganizza la "Giovine Italia" e pubblica il periodico "Apostolato Popolare".

Nel 1841 fonda una scuola gratuita e nel 1847 scrive al Pontefice Pio IX.

Risale al 7/3/1848 lo Statuto dell'Associazione Nazionale Italiana redatto dallo stesso Mazzini a Parigi. Lo stesso anno, il 7/4, giunge a Milano liberata dall'occupazione Austriaca per poi raggiungere nel mese di agosto Garibaldi a Bergamo. Lo stesso mese ripara nuovamente in Svizzera.

Il 5/3/1849 su invito di Goffredo Mameli, Giuseppe Mazzini giunge a Roma dopo la proclamazione della Repubblica Romana. Ricopre la carica di Triumviro con Armellini e Saffi. Dimessosi dalla carica "per non seppellire la Repubblica", è costretto a ripartire per l'esilio il 12/7.

Nel 1851 Mazzini fonda la Società "Amici d'Italia".

Nel 1857, ritornato a Genova, tenta di organizzare con Carlo Pisacane la rivolta della città. Fallito il moto popolare riesce a fuggire venendo però nuovamente condannato a morte in contumacia.

Sempre a Londra, nel 1858, fonda "Pensiero e Azione".

Nel 1860, Mazzini ritorna a Genova per poi spostarsi a Napoli e a Caserta dove, con Garibaldi, il 5/11 redige lo Statuto dell'Associazione Unitaria Italiana.

La sua elezione a deputato viene annullata dalla Camera a causa delle precedenti condanne.

Nel 1870 giunge a Genova per poi partire alla volta di Palermo ma, viene arrestato e tradotto in carcere a Gaeta. L'amnistia per la presa di Roma ne permette la scarcerazione ed il ritorno a Londra.

Il 6/2/1872 è nuovamente in Italia sotto falso nome (Brown). Muore a Pisa il 10/3. I funerali solenni vengono celebrati il 17/4 a Genova, impressionante per l'epoca la partecipazione popolare. La salma viene seppellita al Cimitero di Staglieno (Genova).

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