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1861-2011 Anniversario Unità Italia

"Tricolore Mameli - 1847"

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Rappresenta il percorso più suggestivo della città al di fuori del centro storico.

percorso 5 - Dal Porto Antico a Pegli

Il punto di partenza è il Porto Antico [1]. L'imbarco sul battello NaveBus (biglietto ordinario), permette di ammirare il porto e la città dal mare. Dopo circa 30 minuti di tranquilla navigazione, grazie alla diga foranea che addolcisce il moto ondoso, si giunge al Molo Archetti [2] di Pegli. Sbarcando dal battello ci si dirige verso nord lungo Via Opisso sino a Via Ignazio Pallavicini da percorrere in direzione ovest.

NaveBus NaveBus
Sulla destra, prima della piazza della stazione ferroviaria, si trova l'ingresso di Villa Durazzo Pallavicini [3] splendido esempio di parco romatico [6]. All'interno del Parco è possibile visitare anche il Museo Archeologico Ligure [4] e l'Orto Botanico Clelia Durazzo [5].

Il percorso riprende dall'ingresso della Villa e procedendo verso nord, attraverso Piazza Ponchielli (stazione ferroviaria), Via Martiri della Libertà, Via Pavia e Piazza Bonavino, si giunge rapidamente all'ingresso di Villa Centurione Doria [7]. La Villa ospita il Museo Navale [8]e nel Parco è possibile osservare i resti del laghetto dell'Alessi.

Al termine del percorso, una passeggiata sul Lungomare di Pegli permette di tornare al battello NaveBus per imbarcarsi e far ritorno in centro.

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L'attuale villa sorge nel luogo in cui già si trovava il palazzo di villeggiatura del Doge Gio Battista Grimaldi.

Clelia Durazzo, capace botanica di fama europea e moglie di Giuseppe Grimaldi, volle realizzare (settembre 1846) e successivamente ampliare un giardino botanico.

La costruzione del parco fu voluta dal Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, nipote di Clelia Durazzo. La realizzazione del parco si inserisce in un periodo di notevoli trasformazioni urbane per Pegli, come la costruzione della stazione ferroviaria (con fermata obbligatoria di tutti i treni per 100 anni) e dell'Hotel Michel.

La costruzione del parco e la ristrutturazione del palazzo iniziarono nel 1840 ed il progetto fu realizzato dall'Architetto Michele Canzio.

L'inaugurazione avvenne nel 1846 durante VIII° Congresso degli Scienziati Italiani; su invito del Marchese, un gruppo di studiosi botanici partecipò all'inaugurazione rimanendone notevolmente colpiti.

Negli anni successivi si susseguirono vari miglioramneti non solo per la villa ma anche per la città come la già citata realizzazione della stazione e dell'Hotel Michel.

Nel 1928, per volontà della Principessa Matilde Giustiniani, la villa e tutto il parco furono donati al Comune di Genova. Il Municipio si impegnò a mantenere il parco ad uso pubblico ed il palazzo ad uso culturale.

Il parco non fu mai aperto nella sua interezza, in occasione dei lavori autostradali fu addirittura chiuso (1963 e 1972).

Il parco di villa Pallavicini non è un semplice insieme di prati variamente arredati e aree boscose, in realtà deve essere interpretato nella sua interezza. Rappresenta un'opera teatrale, un susseguirsi di scene architettoniche e botaniche particolarmente studiate. L'Architetto Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice dal 1828 al 1854, strutturò il parco come un'opera teatrale composta da un prologo e tre atti di quattro scene ciascuno.

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titolo Descrizione del Parco
          tratta da una guida del 1865


Il cancello principale è posto tra due piccoli edifici quadrati nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. Il viale principale, ornato con due file di elci, mediante un cavalcavia supera con leggera pendenza la via ferrata accompagnando il visitatore fino al Palazzo.

Il percorso inzia lungo il viale gotico, un sentierino secondario conduce alla coffée-house.

Villa Pallavicini Il coffée-house è un edificio quadrilatero con un terrazzino ornato con otto colonne di stucco (finto marmo) e ringhierine di ghisa.

Al piano del terrazzino è visibile un'iscrizione dedicata alla Regina di Sardegna e al Principe di Carignano (1846). Sono da notare pregevoli bassirilievi del Cevasco raffiguranti la primavera e l'autunno. Sono anche presenti quattro statue di Carlo Rubatto raffiguranti: Leda, Pomona, Ebe e Flora. L'interno e affrescato con figure femminili in stile pompeiano arredato con quattro vasi in stile etrusco.

Attraversando l'arco realizzato nel coffée-house, si accede al viale classico, affiancato da vasi di agrumi, che conduce all'arco di trionfo.

Villa Pallavicini La facciata dell'arco di trionfo presenta quattro colonne, due statue allegoriche (l'abbondanza e la letizia), vari bassorilievi e quattro geni che spargono fiori sui passanti. Sulla cima due ninfe sorreggono lo stemma della famiglia Pallavicini. Una scritta sul frontone, invita il visitatore ad abbandonare le grandezze terrene per aspirare alle semplici e quiete gioie della campagna.

Superato l'arco, questo subisce una notevole trasformazione stilistica e il visitatore si trova in una zona campestre caratterizzata da una casetta rustica. Nella zona vi è anche un ruscello superabile con un ponticello di legno.

Si giunge quindi nella zona delle giostre, quest'area originariamente era coltivata con vigneti e olivi successivamente sostituiti con boschetti di pini ed alcuni sugheri. Entrambe le giostre sono manovrabili esclusivamente manualmente.

Lasciando le giostre il visitatore si addentra nel viale delle camelie e finalmente arriva in riva ad un piccolo lago. L'afflusso dell'acqua è garantito da una cascatella. Sulla riva si può notare una magnifica magnolia. La parte più stretta del lago è attraversabile mediante un ponticello che porta il visitatore ad un sentiero che conduce ad una capanna posta sul ciglio di un piccolo burrone.

Allontanandosi da questa zona, lo "spettatore" giunge in prossimità di una cappella gotica dedicata alla Madonna. Sullo sfondo noterà un finto castello diroccato da qualche guerra medioevale frutto dell'immaginazione.

Dopo aver superato un capanno svizzero, si arriva al castello trecentesco. L'edificio di forma quadrata presenta una torre centrale cilindrica fittamente coronata di merli. Il castello non è solo una facciata ma contiene splendidi arredi e affreschi interni.

Non lontano dal castello vi è il mausoleo gotico, ricco di fregi e bassorilievi, che ospita i resti del capitano del castello.

Villa Pallavicini Villa Pallavicini Villa Pallavicini
Passando davanti ad una grotta artificiale, il visitatore giunge infine al lago grande. Al centro dello specchio acqueo sorge il tempio greco sorretto da otto colonne e contenente una statua di Diana. L'isolotto è adornato da quattro tritoni. In prossimità del lago sono anche presenti: il chiosco turco, un obelisco egizio, la pagoda cinese, il tempio di Flora ed il giardino segreto realizzato come una serra in vetro e ghisa.

Non lontano dal lago vi è il monumento a Chiabrera posto in riva ad un laghetto e circondato dai cipressi.

Nel parco sono anche presenti: un busto di Michele Canzio, la raffigurazione allegorica della lotta tra l'aquila ed il coccodrillo, i giochi d'acqua ed il giardino botanico.

Nel palazzo è ospitato il museo archeologico ligure.

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titolo Accoglienza in Villa
          Pro Loco di Pegli


Per le comitive o i gruppi organizzati, la Pro Loco di Pegli, previo contatto telefonico, concorda l'organizzazione dell'accoglienza dei visitatori. Recapito telefonico: 010 66 13 30

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Attraverso collezioni pregevoli di piante esotiche, il piccolo giardino botanico, che si estende ai piedi della Villa Pallavicini, offre un contributo scientifico su temi legati all'ecologia, alla natura e alla botanica. Uno spazio caratterizzato dalla presenza di serre monumentali, già volute da Clelia Durazzo duecento anni or sono, propone un viaggio alla scoperta dei segreti e delle virtù delle piante attraverso scenografie naturalistiche di grande effetto.

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Il percorso si snoda lungo più di 100.000 anni di preistoria ligure, attraverso scoperte di sensazionale importanza, come le sepolture paleolitiche della caverna delle Arene Candide, di cui la più antica - circa 24.000 anni fa - è quella di un ragazzo quindicenne che per la ricchezza del corredo è stato chiamato "il Principe".

Di grande rilievo le ceramiche e gli utensili dei primi agricoltori, gli oggetti della più antica metallurgia, le tombe dei guerrieri liguri dell'età del ferro e la prima statua stele della Lunigiana, fino ad arrivare alle testimonianze di Genova preromana con i corredi della necropoli di Via XX Settembre di 2.500 anni fa.

Pezzi di eccezionale importanza documentano l'età romana, come la statua del Cerbero, la Tavola bronzea di Polcevera, busti, sarcofagi ed epigrafi e il collezionismo di "liguri" illustri, dalla raccolta del Principe Odone di Savoia alla mummia del sacerdote egizio Pasherienaset.

Il Museo permette di costruire, su misura, itinerari tematici e offre laboratori e sperimentazioni su aspetti della vita del mondo antico.

La storia del territorio lo collega al Museo di Storia e Cultura Contadina, sull'altura del Garbo a Rivarolo, da dove si osserva lo sviluppo dell'occupazione umana, dai Liguri di 2.100 anni fa sino ad oggi. Il percorso offre una panoramica sintetica ma articolata della cultura contadina ligure e la ricostruzione di una cucina e di aspetti dell'alimentazione tradizionale.

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Villa Centurione - Doria, lo straordinario complesso architettonico e paesaggistico sorto nel XVI secolo e che ebbe in Gio. Andrea Doria il suo padrone di casa più illustre, riapre i battenti il 3 dicembre 2004 dopo il restauro dell'edificio, completato nel 2001, e dopo il riallestimento delle collezioni.

Dopo essere stato, a partire dal 1930, il Museo Navale della nostra città, Villa Doria venne riallestita nel 1993 con la parte più antica delle collezioni, quelle relative ai secoli che andavano dal XII al XVI. Oggi, dopo l'apertura del Galata Museo del Mare, avvenuta lo scorso 31 luglio, Villa Doria trova una nuova identità, sempre nell'ambito dei Musei del Mare e della Navigazione.

Tema della collezione è infatti il rapporto tra la riviera ligure e il mare: a partire dal Medioevo, si esaminano infatti le modalità con cui la costa, in maniera diversa dalle città e in particolare da Genova, assume forme particolari di commercio, navigazione, di pesca, di costruzione navale.

L'allestimento, che introduce alla vita della villa negli anni dei Doria, si dipana come un viaggio nel tempo, mostrando i portolani e gli atlanti che mostrano la costa e il Mediterraneo, le vedute delle colonie che, come Chios e Tabarca mantennero un legame profondo con la riviera, per arrivare alle vedute del Settecento, a documentare lo sviluppo delle rive settentrionali del Mediterraneo.

Infine, tra la fine del Settecento e l'Ottocento, si assiste al grande sviluppo della marineria ligure - non solo genovese - fondato su una raffinata arte delle costruzioni navali (che costruisce le sue navi in molte delle spiagge della riviera) e sulle forme di una navigazione condotta da equipaggi rivieraschi che continuano a rimanere legati alla vela quando il vapore è già in pieno sviluppo.

Il museo si chiude con l'immagine delle navi dell'ultima stagione velica, mentre affianco a cantieri ormai fatiscenti, iniziano a nascere i primi stabilimenti balneari, nella grande rivoluzione della riviera ligure.

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Tipico esempio di architettura prealessiana, fu edificata entro la prima metà del '500 da Adamo Centurione. Un intervento di Andrea Ceresola detto il Vannone, fu voluto intorno al 1591-92 dal successivo proprietario, principe Gianandrea Doria (che ampliò anche la villa Doria di Fassolo), erede delle fortune di Andrea Doria.

I due corpi anteriori laterali appartengono ad epoche successive. Come negli esterni la tipologia interna della villa si ricollega alla prealessiana villa Imperiale di Terralba, alla Lomellini-Rostan, alla centurione Piantelli, con la sequenza atrio-scalone-loggia che comunica col salone centrale; la torre, come nelel altre ville è coeva alla costruzione.

Assai interessante la decorazione interna; alla committenza del Centurione sono dovuti gli interventi di Nicolosio Granello e Ottavio Semino in sale al pianterreno, nel salone e nella loggia al piano nobile. Lazzaro tavarone, chiamato da Gianandrea Doria, intervenne (1595-96) probabilmente nella loggia di levante e nelle sale attigue al salone.

Venduta dai Doria-Pamphilj nel 1908, dopo alcuni passaggi di proprietà pervenne nel 1926 al Comune di Pegli. Dal 1930 è sede del Museo Navale.

Perduto il giardino che arrivava al mare, rimane il vasto parco a monte con il laghetto navigabile, al centro del quale si trova "l'isola fatata", con un finto rudere attribuito alla fantasia dell'Alessi.