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1861-2011 Anniversario Unità Italia

"Tricolore Mameli - 1847"

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titolo inguardabile!
          presentazione del logo per l'Italia

In questi giorni si apprende dai giornali la notizia della presentazione del logo per l'Italia dal nome "l'Italia lascia il segno".
logo per l'Italia

"... è composto dalle lettere "it" disegnate con una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La "i", di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. E' sovrastata da un punto di colore rosso. La "t" è verde, per rafforzare l'immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all'Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola "Italia" esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco. ..."

Personalmente credo che con questo logo si sia toccato il punto più basso nella storia della grafica. Senza un'adeguata spiegazione ed una considerevole fantasia, l'immagine in sé non dice nulla. Che la "i" richiami il mondo classico e la tradizione italiana è solo un originale convincimento dell'ideatore. Anche la presunta "t" verde, già difficilmente leggibile, non evidenzia in alcun modo l'"inequivocabile riferimento all'Italia".

Come già accennato, il logo in sé, non racconta nulla e ciò, per principio, lo rende perlomeno inutile. Tralasciando le fantasiose motivazioni, più fragili dello stesso logo, è necessario soffermarsi sulla "t". Una macchia informe color verde la cui somiglianza con un premolare o la testa di un femore risulta persino imbarazzante.
logo per l'Italia

Anche nella forma estesa in cui viene scritto per intero il nome Italia (con l'iniziale minuscola) la presunta "t" ne complica la lettura spezzando la scritta in "i (immagine) alia". L'infelice scelta di caratteri dallo stile differente pone l'opera a metà strada tra un volantino infantile e la lettera minatoria con i ritagli di giornale. Anche l'innovativo riordino dei colori nazionali da destra verso sinistra desta non poco stupore.

Il fatto che quest'opera sia il frutto di un concorso a cui hanno partecipato "oltre 70 agenzie" è perlomeno preoccupante. Solo il sorteggio come nella tombola può giustificare una simile scelta. In caso contrario, bisognerebbe chiedersi quali nefandezze avranno mai presentato le altre agenzie. Posso solo immaginare loghi stereotipati con "pizza e mandolino" o "maschere di Arlecchino e Pulcinella".

Probabilmente il messaggio "L'Italia lascia il segno" riuscirà nel suo intento di lasciare un segno costituendo la nuova unità di misura del brutto.

Ghe.Ra. autore
27 02 2007 data