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"Tricolore Mameli - 1847"

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titolo Andrea Doria
titolo e l'Anziano Gentiluomo
          riconsiderazioni sul ritratto di Palazzo Bianco


Anziano Gentiluomo Tra le numerose e splendide opere esposte al Museo di Palazzo Bianco, una in particolare può attirare l'attenzione del visitatore. Non sarà artisticamente la più rilevante o storicamente la più nota, ma di certo, per chi abbia avuto il piacere di sfogliare un libro di storia genovese, la ricorderà come il ritratto di Andrea Doria.

Leggere come indicazione un semplice "anziano gentiluomo" potrebbe quindi sorprendere, non a torto, l'osservatore abituato a ben più precisa segnalazione del soggetto. Non è la memoria ad esser tradita e neanche una confusione tra le targhette a causare lo stupore nel visitatore ma una nuova attribuzione dell'opera.

Viene in soccorso del visitatore il Direttore dei Musei di Strada Nuova, Dott. Piero Boccardo che, contattato sull'argomento in questione, con un'accurata spiegazione scioglie ogni dubbio.

Negli anni cinquanta, sulla base di "labili elementi di somiglianza", il soggetto del quadro fu identificato in Andrea Doria. Il Direttore precisa anche che "è facile trovare elementi di somiglianza tra anziani personaggi con lunga barba". Così facendo, toglie ogni dubbio anche a chi, non avendo molti termini di paragone con altre opere, nota una certa somiglianza tra i vari ritratti dell'Ammiraglio.

Alla base dell'attuale non identificazione in Andrea Doria, viene indicato un piccolo ma rilevante particolare storico. "Un dato storico incontrovertibile": Andrea Doria apparteneva, per concessione di Carlo V°, all'Ordine Cavalleresco del Toson d'Oro e perciò era obbligatoriamente vincolato ad esporre l'insegna dell'Ordine in tutti i propri ritratti. Il fatto rilevante è proprio che il Toson d'Oro non compare. Il Direttore sottolinea anche: "questo dettaglio compare in tutte le altre immagini note di Andrea Doria, anche se di modestissima qualità pittorica, ma non nel ritratto in questione e questo fatto, dunque, esclude che il personaggio effigiato sia il grande ammiraglio".

Quanto trascritto si può meglio apprezzare confrontando il quadro con altre opere quali: Ritratto di Andrea Doria con gatto (anonimo veneto - Palazzo del Principe - Genova), Andrea Doria (Villa Centurione Doria - Genova Pegli) e Ritratto di Andrea Doria (Sebastiano del Piombo - Palazzo del Principe - Genova). Nelle prime due raffigurazioni, l'anziano Ammiraglio è chiaramente ritratto con il Toson d'Oro in evidenza sul petto mentre nell'ultimo ritratto, forse il più famoso, Andrea Doria, in età meno matura e precedente all'appartenenza all'Ordine, non ne mostra infatti l'insegna.

ritratto di Andrea Doria ritratto di Andrea Doria ritratto di Andrea Doria
Anche l'abituale attribuzione del dipinto a Jan Metsys è stata al centro di una recente riconsiderazione. L'analisi della tavola su cui è dipinta l'opera, ha fatto emergere che si tratta di pioppo e non rovere come in uso per la pittura fiamminga. L'opera è stata quindi nuovamente attribuita a Domenico Alfani nonostante su questo punto non ci sia univocità di visione.

Nonostante l'Anziano Gentiluomo ritorni nell'anonimato, ciò non ne sminuisce la rilevanza storica anzi, proprio le vicende relative all'identificazione del soggetto e all'attribuzione dell'autore, credo accrescano l'interesse dell'opera o almeno la curiosità del visitatore del Museo.

Ghe.Ra. autore
01 02 2008 data inserimento


[note]    Si ringrazia il Direttore dei Musei di Strada Nuova, note
Dott. Piero Boccardo, per la informazioni fornite